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Luglio 31, 2026
Con l’arrivo dell’estate aumentano le occasioni per mangiare fuori casa: cene con gli amici, pranzi in famiglia, vacanze e momenti di convivialità. Occasioni piacevoli che, tuttavia, possono tradursi anche in un aumento degli sprechi alimentari, soprattutto quando le porzioni non vengono terminate e il cibo avanzato finisce inutilmente tra i rifiuti.
I dati evidenziano ancora una forte distanza tra la disponibilità dei ristoratori e le abitudini dei consumatori. Soltanto il 15,5% degli italiani porta a casa il cibo non consumato al ristorante, mentre la percentuale scende all’11,8% per quanto riguarda il vino avanzato.
Eppure, il 91,8% dei ristoratori dichiara di essere già attrezzato per permettere ai clienti di recuperare quanto rimasto al tavolo. Secondo oltre la metà degli operatori, il principale ostacolo non è quindi di natura organizzativa, ma psicologica: molti clienti provano ancora imbarazzo nel chiedere una confezione per portare via il cibo.
La sensibilità nei confronti del tema sta però gradualmente cambiando. Il 74% degli italiani si dichiara favorevole alla possibilità di portare a casa ciò che non è stato consumato, mentre il 70% apprezza i ristoranti che offrono attivamente questa opportunità.
Per il 22% dei consumatori, inoltre, la disponibilità della food box rappresenta un elemento capace di influenzare direttamente la scelta del locale.
In questo contesto assumono particolare importanza iniziative come “Rimpiattino”, la food & wine box promossa da Fipe e Comieco per trasformare un gesto semplice in una concreta abitudine di sostenibilità.
Dal lancio del progetto sono state distribuite 24.000 confezioni in 875 ristoranti di 22 città italiane, contribuendo a diffondere una nuova cultura basata sul rispetto e sulla valorizzazione del cibo.
Contrastare lo spreco alimentare significa infatti riconoscere il valore delle materie prime, del lavoro degli operatori, dell’energia e delle risorse impiegate per portare ogni piatto sulle nostre tavole.
Chiedere di portare a casa ciò che non si è consumato non deve quindi essere considerato motivo di imbarazzo, ma un comportamento responsabile, consapevole e sempre più naturale.
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