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L'outlook della settimana. Il punto al 17 marzo 2026

Guerra, energia e banche centrali

La guerra in Medio Oriente riporta l’energia al centro dell’economia globale. Il prezzo del petrolio torna a salire, riaccendendo i timori di nuove pressioni inflazionistiche e aumentando l’attenzione dei mercati. Proprio questa settimana la BCE e le altre principali banche centrali sono chiamate a pronunciarsi sui tassi di interesse. Le attese indicano, per ora, una linea di prudenza, mentre gli operatori osservano con attenzione le indicazioni che accompagneranno le decisioni di politica monetaria.
Accanto alle tensioni congiunturali, resta però aperto il tema delle trasformazioni strutturali dell’economia finanziaria. Come ha ricordato il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta al summit sui pagamenti transfrontalieri, innovazione tecnologica e digitalizzazione stanno ridisegnando le infrastrutture dei pagamenti, rendendo sempre più necessaria una collaborazione tra istituzioni pubbliche e operatori privati.

Segnali da Europa e Italia

I dati più recenti restituiscono per l’economia europea un quadro articolato. Secondo Eurostatil mercato del lavoro continua a mostrare segnali di tenuta e l’aspettativa di vita è tornata a crescere dopo la parentesi della pandemia. Allo stesso tempo emergono segnali di rallentamento sul fronte produttivo: la produzione industriale nell’area euro e nell’Unione europea registra nuove flessioni, indicando una fase di minore dinamismo dell’attività manifatturiera.

In questo contesto si inserisce anche l’andamento dell’economia italiana. Secondo l’ultima analisi dell’Istat, la crescita prosegue ma con un ritmo moderato, sostenuta soprattutto dalla domanda interna. Sul fronte finanziario si registra invece un aumento dei prestiti a famiglie e imprese, come evidenziano le rilevazioni di Banca d’Italia e il rapporto dell’ABIRestano tuttavia alcune fragilità strutturali: la produzione industriale continua a muoversi con difficoltà e anche le esportazioni mostrano segnali di rallentamento, come indicano i dati Istat. Sul fronte del lavoro, le imprese prevedono 479 mila nuovi contratti nel mese di marzo, ma molte continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale qualificato, come emerge dalle analisi di Unioncamere.

Il ruolo della protezione assicurativa

In un contesto economico sempre più esposto a rischi globali, cresce anche l’attenzione verso il ruolo del settore assicurativo. Secondo un’analisi dell’OCSE, calamità naturali, attacchi informatici ed epidemie rappresentano minacce sempre più rilevanti per famiglie e imprese, mettendo alla prova la capacità dei mercati di offrire strumenti di protezione adeguati. In Italia, come ricordato dal presidente dell’ANIA Giovanni Liverani, il settore assicurativo continua a svolgere una funzione centrale di stabilizzazione economica: nel 2025 la raccolta premi ha raggiunto livelli in crescita e le compagnie hanno gestito milioni di richieste di risarcimento, confermando il ruolo delle assicurazioni come uno dei pilastri della stabilità economica del Paese.

Città che cambiano, imprese resilienti

Negli ultimi anni si è accentuato il fenomeno della “desertificazione commerciale”, con la progressiva scomparsa di migliaia di negozi nei centri urbani. Secondo le analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio, da tredici anni a questa parte è sparita oltre un’attività su quattro tra negozi e ambulanti. A cambiare non sono solo i numeri, ma anche la natura stessa dei consumi: la crescita dell’e-commerce (che pure non è sempre rose e fiori), l’evoluzione delle abitudini di acquisto e il ruolo sempre più centrale del turismo stanno ridefinendo l’equilibrio economico delle città.

Territorio ed equilibri che mutano

Il cambiamento dei consumi emerge anche nel settore della gioielleria. Come evidenziano le analisi dell’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio, oggi il regalo di un gioiello non ha più lo stesso significato simbolico che aveva in passato. Su questo incidono fattori economici — dalla minore disponibilità di spesa delle famiglie alle oscillazioni del prezzo dell’oro — ma il cambiamento riguarda anche le abitudini di consumo. E gli operatori del settore percepiscono con chiarezza queste trasformazioni e il bisogno di reagire con una visione condivisa. Se n’è parlato a Bari, alla prima tappa di un nuovo “Giro d’Italia” dedicato al settore delle gioiellerie.

 

 

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