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Luglio 21, 2026
La guida pratica per imprese alimentari e pubblici esercizi indica come documentare in modo completo i danni subiti
Torino, 22 luglio 2026 – EPAT, la principale associazione dei pubblici esercizi di Torino, ha inviato a oltre 5.000 imprese alimentari e pubblici esercizi il vademecum “Blackout: come tutelare la tua impresa alimentare”, con le indicazioni operative per raccogliere tutti gli elementi necessari a documentare i danni e predisporre eventuali richieste di indennizzo e risarcimento.
L’iniziativa si inserisce nell’azione già avviata da EPAT a tutela delle imprese colpite dalle ripetute interruzioni di energia. L’Associazione ha incontrato il Comitato NoBlackout, che riunisce oltre 250 operatori del mondo della somministrazione, raccogliendone e sostenendone le istanze presso i gestori del servizio e le istituzioni. Ha inoltre chiesto formalmente a Iren e Ireti l’apertura urgente di un tavolo operativo e una mappatura delle interruzioni per quartiere, data, orario e durata, il riconoscimento tempestivo degli indennizzi automatici e una procedura semplificata per la richiesta degli ulteriori danni. Ha infine sollecitato la costituzione di un fondo ristori o di una misura straordinaria, segnalato la situazione ad ARERA e avviato una propria mappatura dei danni economici subiti dagli operatori.
Il vademecum di Epat indica alle imprese i passaggi necessari per costruire una documentazione completa: registrare data, orario e durata del blackout, rilevare le temperature, fotografare merci e attrezzature, conservare fatture e documenti di acquisto, quantificare i costi di smaltimento, gli eventuali danni ai macchinari, il personale rimasto inattivo e il mancato incasso.
«Con questo vademecum aiutiamo le imprese a ricostruire in modo preciso e documentato le conseguenze di ogni interruzione – sottolinea Vincenzo Nasi, presidente di EPAT Ascom Torino –. Non basta segnalare che un locale è rimasto senza corrente: occorre dimostrare la durata del blackout, il valore delle merci compromesse, i mancati incassi, i costi sostenuti e gli eventuali danni alle attrezzature. Solo attraverso una documentazione completa possiamo chiedere risarcimenti adeguati e rendere evidente la reale dimensione economica del problema».
Tra le indicazioni anche l’invito a conteggiare anche il costo del personale rimasto inattivo durante l’interruzione e a stimare il mancato incasso sulla base della media delle vendite nella stessa fascia oraria. Due elementi talvolta trascurati, ma decisivi per ricostruire in modo realistico l’entità economica del danno subito.
EPAT continuerà inoltre il confronto con Comune di Torino, Ireti e FIPE, per monitorare la situazione e sollecitare investimenti sulla rete elettrica, sempre più sotto pressione nei periodi di temperature estreme.
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SCARICA IL VADEMECUM: CLICCANDO QUI
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