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Settembre 2, 2026
La Federazione ribadisce la richiesta di una detrazione fiscale per l’acquisto dei testi. Ambrosini: "Non parliamo solo di caro libri". Federcartolai: "caro scuola, i conti non tornano".
"Continuare a parlare dei libri scolastici soltanto come di una “spesa” è sbagliato: rischiamo di far passare l’idea che lo studio sia un costo, anziché un investimento sulle competenze e sul futuro dei nostri giovani". Queste le parole di Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio, alla vigilia del nuovo anno scolastico. "Riconosciamo al Governo l’aumento delle risorse per le famiglie più fragili e l’intervento sui tetti di spesa dopo anni di mancato adeguamento all’inflazione. Sono passi nella giusta direzione, anche se l’adeguamento non ha recuperato interamente l’inflazione accumulata. Ora occorre fare un passo ulteriore".
Come ricorda l’articolo 34 della Costituzione, lo studio è un diritto fondamentale. Per questo, secondo l’Associazione, è importante continuare a sostenere le famiglie in maggiore difficoltà economica, prevedendo anche una detrazione fiscale per l’acquisto dei libri scolastici.
"Una misura che Ali propone da decenni - ha aggiunto Ambrosini - quando eravamo praticamente soli. Oggi la richiesta è condivisa anche da editori e importanti realtà sociali. Lo scorso anno lo stesso ministro Valditara aveva sostenuto in Parlamento l’opportunità di introdurla e aveva formulato una precisa proposta. È il momento di riprenderla e renderla finalmente concreta".
Per Ali, anche i tetti di spesa per i libri scolastici devono essere rivisti. Introdotti per tutelare le famiglie, nel tempo sono diventati un meccanismo complesso che rischia di limitare le scelte didattiche degli insegnanti senza risolvere il problema dei costi. Per questo è necessario adeguarli alla situazione attuale, accompagnando la revisione con maggiori risorse a sostegno delle famiglie.
"Crediamo però che sia arrivato il momento di evitare insulti, contrapposizioni e sterili polemiche sui numeri e di sederci tutti attorno a un tavolo per ragionare sulle possibili soluzioni, tenendo insieme le esigenze delle famiglie, della scuola e le disponibilità di spesa dello Stato. Ali Confcommercio ha le proprie proposte ed è disponibile a confrontarsi con tutte le forze sociali che abbiano la volontà di discutere soluzioni e non soltanto slogan. Perché su un tema così importante non servono contrapposizioni, ma la capacità di trovare risposte concrete e condivise", ha concluso il presidente Ambrosini.
Settembre ormai è cominciato e con lui, puntuale come ogni anno, riparte l’allarme sul "caro scuola". Quest’anno la cifra ipotizzata è 1.300 euro a studente. La stessa, identica cifra del 2024/2025 e del 2025/2026. Tre anni, stesso numero tondo: o il costo della vita si è congelato nel 2023, o quella cifra viene ricopiata ogni agosto senza che nessuno si scomodi a verificarla.
Noi cartolai i conti li facciamo ogni giorno, davvero, non li inventiamo a tavolino a fine estate. Lo dimostrano le centinaia di cartolai che hanno risposto alla nostra rilevazione: zaino base, non griffato, tra 40 e 50 euro per il 70% dei negozi; astuccio 3 zip tra 19 e 29 euro; astuccio semplice tra 5 e 15 euro; diario tra 16 e 25 euro; quaderni e copertine (set completo) tra 12 e 20 euro; calcolatrice scientifica fino a 18 euro; cancelleria completa fino a 14 euro. I libri, voce più onerosa e variabile, arrivano fino a 350 euro in prima media. Per toccare 1.300 euro bisognerebbe fare shopping in boutique, non in cartoleria… a meno che qualcuno non stia comprando zaini firmati e chiamandoli "corredo scolastico".
Numeri gonfiati come questi non sono un dettaglio: fanno un enorme danno, e lo fanno a un settore fatto di negozi di prossimità, persone che conoscono i loro clienti per nome, un servizio che dura tutto l’anno e non si accende solo a settembre per fare notizia. E mentre c’è chi lancia cifre a effetto, ricordiamo che la fornitura dei libri scolastici per le primarie, a carico dei Comuni, la garantiscono solo le cartolerie, perché la grande distribuzione la trova poco conveniente. Un servizio spesso gratuito, mai una volta valorizzato.
Lavoriamo da tempo con altri sindacati di categoria per una battaglia concreta: la detraibilità fiscale delle spese scolastiche, come già avviene per quelle mediche o sportive. E grazie alla Carta dello Studente si ha diritto a uno sconto del 10% su tutta la cancelleria, sconto che non viene mai citato quando si parla di cifre. I numeri reali, quelli certificati, dicono aumenti tra il +2% e il +4% su cancelleria e materiale scolastico, e +1,8% sui libri di testo per il 2026/2027. Cifre ben distanti dagli allarmi che si leggono in questi giorni.
Federcartolai ha lanciato da qualche giorno una raccolta dati su tutto il territorio nazionale. Sono ormai centinaia i colleghi che ci hanno fornito i dati relativi ai prezzi di vendita per il corredo scolastico. Così noi abbiamo indicato i dati sopra esposti, confrontandoci e dicendo il vero. Federcartolai continuerà a essere presente sulla stampa nazionale e locale con i dati alla mano, perché le famiglie meritano fatti, non titoli riciclati.
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