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L'outlook della settimana. Il punto al 6 ottobre 2026

C’è crescita ma la fiducia rallenta

La revisione dei conti economici trimestrali dell’Istat conferma che nel secondo trimestre del 2026 il Pil italiano è salito dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,0% su base annua. Un ritmo contenuto che comunque indica la capacità dell’economia di mantenersi in territorio positivo.
E ci sono numeri positivi dal sistema produttivo. A luglio il fatturato dell’industria e dei servizi è aumentato dell’1,7% in valore e dello 0,6% in volume per l’industria, mentre nei servizi la crescita è stata più moderata. Inoltre, il PMI manifatturiero italiano di settembre è tornato sopra la soglia dei 50 punti, a 50,4, segnalando una sostanziale stabilizzazione delle condizioni operative, sebbene la domanda resti debole.
Tuttavia la fiducia dei consumatori e delle imprese, misurata a settembre da Istat, è diminuita: l’indice dei consumatori è sceso da 94,5 a 91,2 e quello delle imprese da 97,0 a 95,9. Anche €-coin, l’indicatore della Banca d’Italia che misura la dinamica di fondo dell’economia dell’area euro, è sceso a settembre a 0,38, da 0,84 di agosto, risentendo del rialzo dei tassi di interesse di mercato e del peggioramento della fiducia dei consumatori.

La principale fonte di tensione arriva dai prezzi

Secondo le stime preliminari dell’Istat, a settembre l’inflazione italiana è salita al 4,2% annuo, dal 3,3% di agosto. Nell’area euro, Eurostat stima un aumento dal 3,2% al 3,8%. 
Le pressioni sono evidenti anche a monte della catena produttiva. In Italia, ad agosto, i prezzi alla produzione dell’industria sono aumentati del 2,4% rispetto a luglio e del 10,9% su base annua. È una tendenza che riguarda l’intera Europa: Eurostat registra per agosto un incremento annuo dell’8,2% nell’area euro e dell’8,0% nell’Unione europea.

Il peso dell’energia sulle prospettive economiche

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, intervistato in occasione della Conferenza di Sistema dell’associazione che si è svolta a Villasimius, in Sardegna, con oltre 1.000 dirigenti delle associazioni territoriali e di categoria del sistema Confcommercio, ha sottolineato il rischio che il rincaro dell’energia possa frenare consumi e crescita: secondo le stime dell’associazione, se la crisi energetica non rientrerà, nel 2027 potrebbero andare perduti 6,5 miliardi di euro di consumi e tre decimi di Pil.
Per ora, come scrive il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella, “la tenuta delle vendite a volume rilevata nel mese di agosto, … rappresenta un ulteriore elemento a conferma di un’estate che, seppure non brillante dal punto di vista dei dati economici, ha evidenziato una sostanziale tenuta dell’attività produttiva”. Ad agosto, infatti, le vendite al dettaglio (Istat) sono cresciute dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume rispetto a luglio, sostenute soprattutto dai beni alimentari.

Lavoro stabile, produttività e IA 

Ad agosto, secondo l’Istat, il numero degli occupati è rimasto invariato rispetto al mese precedente, mentre sono aumentati i disoccupati e diminuiti gli inattivi. All’interno del dato complessivo continuano tuttavia a emergere differenze generazionali, con una crescita dell’occupazione tra gli over 50 e una riduzione nelle fasce centrali di età.
Proprio la struttura demografica del lavoro può diventare decisiva anche per la capacità di sfruttare le nuove tecnologie. Uno studio del Fondo monetario internazionale rileva che i lavoratori più giovani hanno una probabilità quasi tre volte maggiore di utilizzare l’intelligenza artificiale generativa rispetto ai più anziani. Poiché gli incrementi di produttività dipendono anche dalla diffusione effettiva delle innovazioni, l’invecchiamento della forza lavoro potrebbe rallentarne l’impatto.

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